Chautauqua

Questo sarà un viaggio molto particolare,  un viaggio in cui io stessa sarò lettrice e spettatrice di un dialogo tra due autori, tra due libri.  Il Chautauqua infatti era una sorta di spettacolo ambulante  con il quale gli autori portavano al cospetto della saggezza diffusa una serie di conversazioni popolari con l’obiettivo di stimolare discussioni.

Una sorta di racconto in forma di viaggio.

“Di quest’onD24F7CFA209278DF81E4E7A0084940F9da che rifluisce dai ricordi la città si imbeve come una spugna e si dilata. Una descrizione di Zaira com’è oggi dovrebbe contenere tutto il passato di Zaira.  Ma la città non dice il suo passato, lo contiene come linee di una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, …, ogni segmento rigato di graffi, seghettature, intagli, svirgole.”

Augias“I luoghi, le opere d’arte, gli oggetti, logorati dalle loro stesse celebrità, si appiattiscono e diventano una sorta di illustrazione a due dimensioni, di figurina. E quando un oggetto o un luogo diventano una figurina, non fa molta differenza guardarne la riproduzione in televisione o l’originale nella realtà: in un caso o nell’altro ciò che vediamo è una silhouette impersonale,mentre il nostro desiderio vorrebbe percepirvi tutto lo stupore della vita. Chè fare allora? Per cominciare possiamo facilmente ricorrere ad informazioni supplementari. Dati che sono alla portata di tutti che qualunque guida ci fornisce. Non è tutto, non è molto, ma non è nemmeno inutile nozionismo. Un nome, una data, un’analogia collocano l’opera nello spazio e nel tempo, aiutano a ricordare e collegare, in definitiva a capire, tolgono qualsiasi piattezza all’immagine, restituiscono alla figurina una certa pienezza di volume. Poi c’è ovviamente il resto, che è moltissimo, per riscoprirli bisogna andare oltre i semplici dati estreriori …  ”

D24F7CFA209278DF81E4E7A0084940F9“L’occhio non vede cose, ma figure di cose che significano altre cose. … Lo sguardo percorre le vie come pagine scritte: le città dice tutto quello che devi pensare, ti fa ripetere il suo discorso e mentre credi di visitarla non fai altro che registrare i nomi con cui esso si definisce. Come veramente sia la città sotto questo involucro di segni, cosa contenga o nasconda, l’uomo esce dalla città senza averlo saputo….”
…Il nostro compito Signore  e Signori  è finito ed ora tocca a voi che avete assistito allo spettacolo ad aprire la discussione…

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