I viaggi aiutano enormemente l’intelletto, e lo liberano da un mucchio di pregiudizi

Ogni popolo porta con se una sua immagine stereotipata, lo spagnolo è visto come un vero latin lover. Un Baderas adulatore dal capello nero l’occhio scuro e il carattere caliente…il londinese con il suo accento british l’impermeabile e l’ombrello. Gli italiani tutti spaghetti e mandolino confusionari e gesticolanti.

Nel Natale di due anni fa a Parigi una donna in pelliccia con il baschetto che portava a spasso il suo barboncino mentre lasciava dietro di se una scia di Chanel n°5 si è fermata a darci indicazioni…c’è qualcosa che non torna? Stiamo scardinando così il pregiudizio che i parigini con la puzza sotto il naso snobbano i turisti? Ebbene si, una parigina altolocata si è fermata a darci indicazioni, noi due giovani turisti italiani con lo zaino in spalla che nel nostro timido francese le abbiamo domandato:

« Excusez-moi, est que vous savez où est le Cafè Procope ? »

« Oui !N’est pas très loin, tourner à droite à la prochaine rue»

« Merci beaucoup ! »

« De rien! »

Come sostenava Oscar Wilde :

I viaggi aiutano enormemente l’intelletto, e lo liberano da un mucchio di pregiudizi.

Viaggiare. Si viaggiare.

Nel vocabolario si legge: trasferirsi da luogo a luogo, per lo più distanti l’uno dall’altro, con un mezzo di trasporto. Ma come ogni viaggiatore sà viaggiare è molto di più : storia e cultura che si intravede nei monumenti delle città, contrattempi e nervosismo derivati dal fatto che i trasporti non sono mai puntuali o che spesso c’è qualche imprevisto, stanchezza e piedi doloranti ma sopratutto viaggiare è incontro.

Incontrare persone diverse, parlare con loro, scambiare uno sguardo, conoscere un pezzo delle loro storie o condividere una risata. Ecco,  proprio in questi momenti si capisce che non esistono distinzioni di nessuna sorta perchè ognuno è speciale di per se, è unico. Non siamo divisi in razze ma se proprio sentiamo la necessità di etichettare le persone dovremmo creare 6 miliardi di etichette con su scritto la nostra storia, la storia del nostro incontro.

Ogni volta che si ritorna da un viaggio ci si porta sempre a casa qualche pezzo di storia da raccontare, che scardina ogni tipo di pregiudizio.

Come quella volta in cui rientrando a Galway da una strada desolata spersa nel Connemara ci imbattemmo in un autostoppista con la chitarra in spalla sulla cinquantina. Capello bianco, t-shirt, jeans e l’aria di una rock star dei tempi degli Aerosmith.

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Cosa fare? Ovviamente fermarci e dargli un passaggio.

Appena entrato in macchina il chitarrista ci ha ringraziato e quando gli racontammo di essere italiani in vacanza ha esclamato:

“Really?!? You are the first Italians who give me a ride. I am Australian but I live in Ireland

Un australiano che vive da anni in Irlanda? Cavoli! Passiamo da un fun delle rock star degli anni 70 irlandese ad un galeotto australiano, come andrà a finire?In un pub.

Tutto è finito con una Guinness offerta in un pub accompagnate da alcune  canzoni tipiche del luogo che ci ha cantato  insieme ai suoi amici: un uomo che era stato in Italia e sapeva dire in un accento improbabile: “Buonasera Signorina!” e due fratelli di Belfast.

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Dopo aver passato una piacevole serata  siamo pronti a ritornare al nostro B&B …. a bordo di un carro-attrezzi… questa però è un altra storia,un altro imprevisto del viaggiare. (Vorrei comunque tranquillizzare il lettore più ansioso, anche in questo caso grazie al supporto dei nostri amici ce la siamo cavata egregiamente.)

Questa è solo una delle fantastiche storie di persone incontrate viaggiando di quelle etichette speciali che servono a ricordare ogni incontro e non a giudicare una persona.

E vi ricordate dello spagnolo? Il Banderas latin lover dall’occhio accattivante…siamo stati a Barcellona per incontrarlo..

Che ne dite di questo suo “fratello”?

Banderas

Questo è molto meglio, con lui abbiamo condiviso una risata!

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Un pensiero su “I viaggi aiutano enormemente l’intelletto, e lo liberano da un mucchio di pregiudizi

  1. Grazie mille Lara per questo primo bellissimo articolo che mi fa tornare alla mente le più belle avventure vissute assieme…in attesa di viverne mille altre 😉

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